Eccezionale ritrovamento archeologico a Brescia

13/01/2021

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L’odierna via Milano aveva già restituito in passato numerosi ritrovamenti di epoca romana e medioevale, fra cui anche numerose epigrafi funerarie, a indizio della presenza nell’area di una necropoli suburbana, lungo una delle principali arterie viarie in entrata e uscita da Brixia.

Il controllo archeologico in corso d’opera prescritto dalla Soprintendenza e effettuato dalla Ditta archeologica ASPS Servizi Archeologici ha portato in data 12 gennaio a una straordinaria scoperta.

A circa 1,70 di profondità sono emersi diversi elementi in pietra lavorata, ributtati nella vecchia trincea di scavo e riutilizzati come base di posa per il passaggio delle vecchie tubature.

Fra i materiali, tutti di età romana, si distinguono reperti eccezionali: due cippi miliari di 1,60 e 1,80 m circa e una colonna di 2,50 m, su cui si leggono lunghe iscrizioni con titolatura imperiale e un’ara, integra, con iscrizione onoraria. Cippi simili sono già emersi in passato a Sirmione, Rodengo Saiano, Erbusco ma non erano mai stati finora ritrovati in aree così prossime alla città.

Su uno dei cippi, l’indicazione molto chiara del numerale II, rimanda a due miglia, che corrispondono esattamente ai circa 2,8 km che separano il punto del ritrovamento dal cuore pulsante della città romana, l’area del foro e il Capitolium.

Una conferma del passaggio di una via romana importante sotto l’attuale via Milano che è in asse con il decumano massimo della città, costituendo il prolungamento della via che andava verso la Franciacorta proprio dove, a Erbusco, nel 1874 era emerso un cippo miliare e dove poco prima di Natale è emersa una strada romana in occasione di controlli effettuati, sempre sotto la direzione della Soprintendenza, per i lavori di sistemazione della stazione di carburante della Q8.

Il cippo miliare di Erbusco, con l’indicazione dei tetrarchi in carica fra III e IV d.C., ha un interessante parallelismo con quanto si legge preliminarmente in uno dei nuovi miliari trovati in via Milano.

La scoperta di via Milano è anche un’importante conferma di come, soprattutto in area urbana, le scoperte archeologiche possano essere imprevedibili e avvenire anche in zone già manomesse e interessate da precedenti lavori.

I materiali sono stati recuperati e saranno presto ripuliti, restaurati e studiati.

Considerata l’importanza del ritrovamento, che costituisce il primo del genere in città, la Soprintendenza cercherà di individuare quanto prima lo spazio più adeguato per una corretta esposizione e valorizzazione.

Tutte le attività sono effettuate sotto la direzione scientifica della dott.ssa Serena Solano, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia, l’ente competente per la tutela dei beni culturali dell’intero territorio, da dicembre 2019 diretta dal Soprintendente architetto Luca Rinaldi.

 

Il funzionario archeologo Serena Solano